Etimologia

Il cognome Iącopi o Jącopi trarrebbe la sua origine dal genitivo di Iącopo o Jącopo (Giacopo) (dal greco Iąkobus o Iąkobos = Giacomo) a sua volta derivato dal nome del patriarca ebreo Giacobbe (fratello di Esał e figlio di Isacco e Rebecca) attraverso successive modificazioni. Giacobbe, in ebraico Ya'aqob (Yahaqņb), - risultante, secondo Emidio de Felice, dall'unione di YAH, abbreviazione di Yahweh (Dio), e probabilmente 'QB (proteggere), con il significato di “protetto da Dio" (per altri - vedi Dizionario Garzanti - significa "Colui che s'aderge o s'innalza") - dette origine nella lingua greca a due diverse forme dello stesso nome, differenziatesi per l'accentazione:

inizialmente Iakņb, da cui il latino Iacņb o Iacņbus (Giacobbe);

 successivamente (tradizione greco - bizantina) Iąkobos, da cui il latino Iącobus (Giącobo o Jącobo). Questo nome cristiano si affermņ quindi in Italia nell'alto medioevo con una duplice tradizione latina (Iacņbus) e greco - bizantina (Iąkobos) e da ciņ si determinarono le forme attuali, diverse per accentazione e fonetica, secondo i diversi adattamenti. Da Iacņbus deriva dunque l'attuale GIACOBBE, mentre dal greco - bizantino Iąkobos (Giącobo o Jącobo) derivano invece, conservando l'accento ed adattando la lettera "b" in "m" o "p", le forme attuali di Jącopo o Giącopo e di Jącomo o Giącomo.  

L’uso dei cognomi, gią largamente impiegato dai Romani, venne praticamente a perdersi con la decadenza dell’Impero Romano, per ritornare in voga nelle famiglie illustri, o di nobile lignaggio, attorno al 1000 - 1100, mentre per la gente comune vigeva la regola non scritta, ma usata, del nome, seguita dal patronimico, o da soprannome o dalla localitą d’origine e tutto questo era sufficiente per distinguere un gruppo familiare da un altro. E’ solo verso la fine del 1300 e l’inizio del 1400 che i cognomi cominciano nuovamente ad affermarsi anche fra la “gente comune” ed il loro uso era una caratteristica peculiare del costume dei Fiorentini. Ciņ era in parte da mettere in relazione con la prassi degli scrutini periodici e dell’estrazione dei candidati agli uffici pubblici. Gli individui, la cui parentela di pił stretta ascendenza paterna era stata in precedenza ascritta agli uffici, potevano essere ammessi agli scrutini come “benefiziati”, mentre invece gli ultimi arrivati venivano votati separatamente. Le famiglie (casate) stabilizzate nel gruppo degli incaricati agli uffici avevano generalmente un cognome, benché occorresse qualche generazione per maturare un vero cognome stabile. Difatti nel Catasto del 1427, soltanto il 36% dei capi - famiglia riportati viene elencato con il cognome, ma nelle registrazioni dell’”Archivio delle Tratte” ben l’84% degli uomini ascritti ai Tre Maggiori Consigli possedevano un cognome, a fronte di un 64% di uomini ascritti agli uffici delle Arti (gli eletti alle Arti minori avevano minori probabilitą di avere un cognome rispetto a quelli estratti alle Maggiori). Tutti gli individui erano comunque indicati con patronimici (talvolta con tre gradi di ascendenza paterna:  padre, nonno, bisnonno), ma qualcuno fra loro non era dotato di cognome. Persone con lo stesso cognome generalmente possedevano un legame di sangue, seppur distante, ed erano tutti per lo pił scrutinati nello stesso quartiere e gonfalone (nonostante che qualche individuo, o un ramo familiare, potesse anche cambiare il proprio quartiere ed il gonfalone).

I cognomi derivavano spesso da patronimici (Alberti da Alberto, Capponi da Cappone, Ridolfi da Ridolfo, Iacopi da Iacopo, Donati da Donato, Firidolfi da Figli di Ridolfo, Figiovanni da Figli di Giovanni, Ferrentini da Ferrante, e cosģ via), con un personaggio illustre per un qualche motivo che veniva a denominare la sua discendenza, benché questo procedimento non fosse sempre cosģ automatico. I Capponi, per esempio, che ebbero accesso per la prima volta al Priorato nel 1287, adottarono un cognome stabile soltanto verso la metą del quattordicesimo secolo. Tuttavia in questo caso particolare il rapporto genealogico tra i membri della famiglia era perfettamente chiaro, nonostante che i documenti originali ne avessero identificato qualcuno con il patronimico o con il cognome “Del Cappone”.

I cognomi talvolta derivavano dai luoghi di origine. Esempi lampanti sono i Da Ghiacceto o Diacceto, i Da Panzano, i Da Terrazzano i Quaratesi, i Del Montale ed i Da Uzzano. Infine, certe volte le famiglie esitavano fra un cognome ed un altro. E’ questo il caso, assai noto, di una branca della famiglia Tornaquinci (“magnati” e quindi esclusi dagli uffici), che si riciclarono in “popolani” per ottenere l’eleggibilitą e cambiarono, come vedremo, il loro nome in “Tornabuoni”.