La famiglia Iacopi di Assisi

Ramo del Casentino

 

 

Il primo IACOPI di cui si ha traccia ad Assisi risulta CARLO di LUIGI predetto e la sua venuta è da datare intorno alla fine del 1869 o agli inizi del 1870. Di lui si dice "vivente ab aliquo tempore in hac civitate Assisi" nel Libro dei Morti (LM) della Parrocchia della Chiesa Cattedrale di Assisi San Rufino. Infatti, nel registro relativo agli anni 1860-1920, alla pagina 111, atto n. 63, si legge che il 6 dicembre 1870 è morta improvvisamente, all'età di 22 anni (circiter), Susanna Balestrini, moglie di CARLO IACOPI "quondam Aloisii Aretii". CARLO, nato presumibilmente nel 1834, aveva allora trentasei anni ed esercitava in proprio il mestiere di barocciaio (carrettiere e vetturale) mentre suo padre LUIGI risulta svolgesse, sempre in proprio, attività di mulattiere e disponeva di diversi animali da adibire al trasporto da soma. La sua venuta ad Assisi è forse da mettere in relazione con la costruzione della ferrovia Firenze - Roma che nel tracciato originario passava per Perugia e Foligno. Dopo il tragico evento, CARLO, che ormai ha stabilito la sua residenza ad Assisi, passa a nuove nozze, fra la fine del 1871 e gli inizi del 1872, e sposa PALMA di Aldebrando o Aldobrando Pinchi, nata ad Assisi il 7 marzo 1849. Dal libro sullo stato delle Anime (SA della Parrocchia di San Rufino, relativo al 1872, CARLO e Palma risultano abitare in affitto nel secondo appartamento del fabbricato di proprietà della Confraternita di S. Chiara, sito nella attuale Via Borgo Aretino. Il libro ci dice, infatti, che la coppia abita nella strada XI^ (13) e cioè quella che va da Porta Nuova alla Portella dei Pucci (attuale Arco di Santa Chiara) al numero civico 3. La casa in questione doveva essere quella che attualmente è contigua alla chiesetta della Confraternita detta di Santa Chiarella (così chiamata per distinguerla da quella di Santa Chiara) e che si trova nei pressi della Porta Nuova. Lo stato di famiglia che si rileva dal libro si riferisce quasi sicuramente alla fine del 1872 e ci mostra interessanti novità:

 

CARLO      Iacopi     anni   38     Capofamiglia;

Palma        Pinchi        "     23     moglie;

MICHELE  Iacopi         "     21     fratello;

PRIMO      Iacopi         "      --      figlio.

 

Infatti, notiamo che CARLO ha chiamato con se ad Assisi il fratello Michele che convive con lui ed il 2 settembre 1872 è nato l'unico figlio PRIMO, battezzato in San Rufino con i nomi di Primo, Francesco, Domenico (Anno 1872, pag.168, n.175).

PRIMO e suo zio MICHELE saranno rispettivamente i capostipiti dei rami degli IACOPI di Modena e di Assisi. 

Dall'SA relativo al 1873 rileviamo che la famiglia abita ancora nello stesso appartamento dove, però, MICHELE non risulta più convivente (forse rientrato a Rassina in quell'anno).

CARLO muore improvvisamente il 29 gennaio 1876 (Registro dei Morti pag.172, n.9), lasciando la moglie di 27 anni, il figlio di 3 anni ed il fratello MICHELE di 25 anni. Quest'ultimo, che ormai si è definitivamente stabilito ad Assisi nella casa del fratello, rileverà una parte della attività di CARLO ed insieme alla vedova continuerà a gestire la piccola azienda di trasporti. Negli anni 1874-75 e 76 MICHELE risulterà infatti convivente con la cognata.

MICHELE di LUIGI Iacopi, nato a Rassina (AR) il 22 ottobre 1851, decide nel 1876 di mettere su famiglia e sposa il 18 settembre dello stesso anno, nella Chiesa di San Rufino, ANNA di Domenico Fongo, nata ad Assisi il 5 ottobre 1852 (registro dei matrimoni pag. 118). La nuova famiglia, risolti i problemi economici con la vedova di CARLO (entrambi continueranno a gestire per proprio conto una attività di trasporti) si stabilisce nei pressi della famiglia di CARLO e, più precisamente nella casa di Alessandro Rossi, al n. 5 di via Borgo Aretino. Questa sistemazione risulta, però, essere provvisoria in quanto l'SA di San Rufino relativo al 1877 ce li indica abitare in affitto al n. 3 della strada 2^ (l'attuale via di Porta Perlici) nella casa di Annamaria Rosignoli, vedova Turrioni. E' difficile stabilire l'esatta ubicazione della casa, ma dovrebbe trattarsi di una delle costruzioni di via Porta Perlici, salendo da San Rufino, subito dopo il bivio per via Montecavallo all'altezza delle case Timi ed Ottaviani, o forse anche prima delle scalette che salgono alla Rocca). MICHELE ed Anna avevano rispettivamente a quell'epoca 26 e 25 anni. Dallo stesso SA notiamo inoltre che Palma, vedova di CARLO, ed il figlio PRIMO (28 e 5 anni) abitano ancora la casa della Confraternita di S. Chiara. Il libro SA del 1879 ci fornisce un aggiornamento sullo Stato di famiglia di MICHELE alla voce: "Casa di MICHELE Iacopi, Strada 2^, n. 3":

MICHELE     Iacopi       anni  28     Capofamiglia;

ANNA          Fongo           "   27     moglie;

CARLO         Iacopi           "     2     figlio;

MARIA         Iacopi           "     --     figlia.

 

Notiamo innanzitutto che le attività di lavoro di MICHELE vanno per il meglio e che gli hanno consentito di rilevare la proprietà della casa della vedova Turrioni (cosa che il registro SA evidenzia puntualmente). La famiglia inoltre è stata allietata dalla nascita di CARLO FRANCESCO GIUSEPPE, nato il 28 dicembre 1877 e battezzato in San Rufino (Registro dei Battesimi (RB) anno 1877, pag. 333, n.208, madrina Letizia Sammarchi moglie di Domenico Lenzini o Sensini, abitante in Assisi Piaggia Santa Margherita) e di MARIA Agnese Clara, nata il 4 marzo 1879 (RB, anno 1879, pag. 370, n. 34). Purtroppo MARIA morirà dopo appena due giorni il 6 marzo 1879 (Registro dei Morti - RM - pag. 220, n.4). Dal SA dello stesso anno risulta che Palma Pinchi vedova di CARLO Iacopi e suo figlio PRIMO non abitano più in Borgo Aretino nella Parrocchia di San Rufino. Dall'SA del 1881 la famiglia di MICHELE Iacopi abita ancora in via Porta Perlici ed il suo stato di famiglia presenta le seguenti varianti: è morta, come abbiamo già visto, la figlia MARIA ed è nato, il 19 settembre 1880, il figlio CESARE RUFINO LUIGI. CESARE, che ha ripreso il nome di un fratello di MICHELE, battezzato in S. Rufino, madrina Maria di Domenico Fongo (RB anno 1880, pag. 417, n. 131). Dall'SA del 1885 la famiglia di MICHELE abita ancora nella stessa casa:

 

MICHELE       Iacopi       anni  34      Capofamiglia;

ANNA             Fongo         "    33      moglie;

CARLO           Iacopi          "      8      figlio;

CESARE          Iacopi        "       5      figlio.

 

Oltre ai figli già menzionati MICHELE Angiolo Fortunato ebbe dal suo matrimonio un'altra figlia di nome CATERINA, morta il 27 gennaio 1882, dopo 9 giorni di vita (RM, pag.256, n.5). Nel 1886 MICHELE lascia la sua casa di via Perlici e va ad abitare, in affitto, nella casa della Chiesa Cattedrale di San Rufino, sita nella strada III^ al numero civico 7. L'SA relativo al 1886 ci dice che la sua casa era "ritenuta da Giovanni Pagliacci. La strada III^ di cui si parla era quella che andava "dall'orto dei Mazzichi (probabilmente l'orto attuale degli Orfei all'inizio di via del Turrione) all'orto del Signor Vitale Bovi". La strada III^ potrebbe probabilmente identificarsi con la via del Turrione o con la via Montecavallo. Per quanto riguarda l'esatta posizione della casa in questione non è semplice in quanto i numeri di oggi non corrispondono esattamente a quelli di una volta ed il numero delle case esistenti era sicuramente inferiore a quello attuale. Comunque nel caso della via Montecavallo non si sbaglia di molto se situiamo la casa all'inizio della via, scendendo da  Piazza Matteotti (anticamente Nuova), nei pressi del bivio a T della stessa strada. L'SA del 1888 ci conferma che MICHELE e famiglia abitano ancora in questa casa con lo stesso Stato di famiglia del 1885. MICHELE, nel 1893, a 42 anni, o forse qualche anno prima, ritorna ad abitare nella casa di sua proprietà in Via Perlici, dopo che forse era scaduto il contratto di affitto con Enrico di Geremia Raffaeli e sua moglie Maria di Luigi Torretti. L'SA relativo al 1893 ci fornisce, infatti, il seguente stato:

 

MICHELE       Iacopi           anni 42   Capofamiglia;

ANNA             Fongo             "   41   moglie;

CARLO           Iacopi              "   15   figlio;

CESARE         Iacopi              "   12   figlio;

ENRICO         Bricocoli          "   13   figlio adottivo.

 

Come si vede la famiglia è  aumentata di un altro figlio, Enrico Bricocoli, che Michele ha adottato sicuramente dopo il 1888. Non abbiamo altre notizie degli SA fino alla fine del secolo. Infatti, solo a partire dagli SA relativi agli anni 1901, 1911 e 1923 abbiamo ulteriori notizie. Alla pagina n.42 di detto libro rileviamo quanto segue per l'anno 1901: la famiglia di MICHELE ha cambiato nuovamente casa vendendo quella di proprietà in via Perlici ed acquistandone una in via Montecavallo n.12 (forse una delle attuali case corrispondenti ai numeri civici 16, 18, o 20). Il motivo del trasloco è da ricercarsi nella esigenza di avere maggiore spazio, in quanto già due figli su tre si sono sposati. Ecco lo stato di famiglia:

 

MICHELE        Iacopi          anni 50     Capofamiglia;

ANNA             Iacopi             "   49     moglie;

CARLO           Iacopi              "   24     figlio;

GINA              Bernardini        "   22     nuora;

CESARE          Iacopi             "   21     figlio;

ENRICO         Bricocoli          "   22     figlio adottivo;

MARIANNA   Speziali           "   22     nuora.

 

Da questo nuovo stato di famiglia si rileva, appunto, che la famiglia è considerevolmente aumentata e che CARLO ed ENRICO si sono sposati. Riguardo al matrimonio di CARLO di MICHELE non sono riuscito a trovare alcun documento, ma poichè il loro primo figlio nasce nel giugno 1902, è lecito datare il matrimonio al 1901 o al massimo alla fine del 1900. Il primo figlio di CARLO, detto per la sua "complessione" Carlone, e di sua moglie Gina (nata il 20 maggio 1879 ad Assisi) è MARIA GISELLA GIULIA, nata il 1° giugno 1902 e battezzata lo stesso giorno in San Rufino dal Canonico Don Pietro Meccoli. Padrini Giuseppe Bernardini, fratello di Gina ed Angela Pilli (RB, anno 1902 pag.624, n.11). Sempre dall'SA del 1901 ritroviamo Palma Pinchi vedova IACOPI della quale avevamo perso le tracce sin dal 1879. Ora ella vive, come domestica insieme alla sorella Anna, nella casa del professore Leto Alessandri (nato il 7 febbraio 1837) sita in via Properzio n.8. Di suo figlio PRIMO di Carlo Iacopi ormai adulto (29 anni), non si hanno più notizie. Di certo egli, dopo un periodo presso i nonni paterni a Rassina, è andato nel Nord Italia in cerca di fortuna ed ai primi del 900 risulta trovarsi già sposato a Torino. In questa città verranno alla luce la maggior parte dei suoi cinque figli (FAUSTA, SECONDO, TERZO, QUARTO e QUINTO) e da questa sede si trasferirà definitivamente a Modena nel decennio 1920-30. Sua madre Palma e sua zia Anna hanno nel 1901, rispettivamente 58 e 48 anni. Palma morirà quasi centenaria nel 1944, dopo aver ereditato dal Professor Alessandri, rimasto scapolo, tutte le sue proprietà.

Intanto il 24 novembre 1904 CESARE di MICHELE, aveva sposato nella Chiesa di San Rufino Stella di Domenico Venarucci, nata ad Assisi il 15 novembre 1885 (RM anni 1860-1911, pag. 32) e facente parte della Parrocchia montana di Costa di Trex (Costa tre case o Chiese). Torniamo ora ai figli di CARLO di MICHELE. Dal RB relativo agli anni 1886-1907 leggiamo a pag. 72 che Don Antonio Paccoi battezzò, il 12 giugno 1905, in S.Rufino, JOLANDA Fernanda Costanza, nata il 9 dello stesso mese. Il 13 novembre 1913 nasce il terzo ed ultimo figlio di CARLO e di Gina o Igina Iacopi e cioè ORLANDO Serafino Luigi. Padrini al battesimo furono lo zio CESARE e la di lui moglie Stella Venarucci (RB, anno 1913, pag. 253, n.163). Non c'è dubbio che già a partire dal 1904, o CARLO o CESARE di MICHELE, più probabilmente quest'ultimo, siano andati ad abitare per proprio conto, soprattutto dopo la nascita dei primi figli. Dai registri della Parrocchia di San Rufino non abbiamo alcun indizio ma forse questo sta proprio a dimostrare che entrambi, in questo periodo, non fecero parte della Parrocchia. Da dati non confermati sembra che CESARE sia andato ad abitare con la propria famiglia nel "Casone", fuori Porta Perlici sulla strada per Ponte Grande. Tutto ciò verosimile in quanto questa casa, edificata sulle rovine di un vecchio fortilizio medievale e posta a 200 metri dalla cerchia delle mura urbiche, ricadeva, insieme alla Chiesetta di S. Maria delle Grazie (oggi diruta e sconsacrata), sotto la giurisdizione ecclesiastica della Priorità o Parrocchia di Costa di Trex. Dai ricordi della zia SERAFINA di CESARE, morta nell'aprile 1983, sembra che effettivamente nonno CESARE, dopo il matrimonio, sia andato ad abitare al "Casone", nella casa dei genitori della moglie e che vi rimase solo per breve periodo. Infatti la zia SERAFINA non sarebbe nata in quella casa ma nella seconda abitazione che ebbe il “nonno” CESARE in Assisi. Se ne deduce che almeno dal 1909, se non qualche anno prima, la famiglia di CESARE e Stella si era trasferita in una casa di affitto, sita sulla Piazza Nuova (oggi Piazza Matteotti). Di questa casa oggi non esiste più alcuna traccia poiché fu abbattuta per dar luogo alla costruzione dell'attuale Convitto Nazionale "Umberto 1°". Ad ogni modo la casa si trovava all'inizio della strada che dalla Piazza portava alla Porta detta dei Cappuccini (infatti era attigua al comprensorio del Convento di S. Antonio dei Cappuccini) ed era la seconda salendo sulla destra. Per quanto attiene all'attività svolta dalle famiglie possiamo dire che, sia CARLO, sia CESARE seguirono la tradizione nel campo dei trasporti ed in particolare nel campo dei trasporti dei materiali. C'è da dire inoltre che con CESARE si ha un definitivo consolidamento ed una certa agiatezza della famiglia che, continuando ad operare nel campo dei trasporti, consentì di acquisire una grande casa di proprietà, una cava di pietra, diversi terreni. Nel corso degli anni ‘30 CESARE è certamente uno dei primi a possedere in Assisi un autocarro ed i suoi figli saranno fra i pochi umbri a disporre, giovanissimi, di una licenza di guida L’azienda, dopo la seconda guerra mondiale si è diversificata con i suoi due figli FULVIO e LUIGI BENSO, il primo titolare di un’azienda di trasporto materiali ed il secondo, titolare di una azienda di trasporto persone, con taxi ed autobus, tuttora in attività.

Veniamo ora ai figli di CESARE e STELLA Iacopi. Il 1° settembre 1905 nasce FULVIO ANTONIO FRANCESCO, madrina del battesimo fu Elisa di Giuseppe Cosimetti, moglie di Luigi Antonini (RB pag. 761, n. 157), ma purtroppo questi muore il giorno successivo (RM anni 1880 - 1920, pag. 500, n.11). Il 26 novembre 1906 nasce FIDALMA Adriana Maria, battezzata l'8 dicembre seguente dal Canonico Don Pietro Meccoli, padrini Giuseppe di Pasquale Paparelli e Maria di Luigi Draoli in Venarucci (RB pag. 520, n.4). Il giorno 11 novembre 1907 nasce FULVIO SERAFINO MARTINO, battezzato il 12 dicembre seguente, madrina la nonna Anna Fongo (RB, pag. 867, n. 203). L'11 agosto 1909 nasce SERAFINA Chiara Fidalma battezzata dal Canonico Don Luigi Carloforti il 19 settembre, padrini Enrico Bellini di Giovanni e Palma Pinchi, vedova di CARLO di LUIGI Iacopi (RB, pag. 88, n. 147). Il 20 aprile 1911 nasce FULVIA Anna Maria, battezzata il 25 maggio dal Canonico Don Luigi Meccoli, padrini Rufino ed Ersilia Venarucci di Domenico, padre della puerpera (RB, pag. 171, n. 97). Purtroppo anche questa figlia morirà presto e cioè il giorno 1° agosto 1915.

Il giorno 3 agosto 1915, due giorni dopo la morte di FULVIA, nasce LUIGI "BENSO" CAIO EMIDIO. Egli viene registrato in Comune sotto la data del 5 agosto con il suo nome di BENSO, mentre viene battezzato dal Canonico Don Luigi Carloforti il 5 settembre con il solo nome di LUIGI (un caso a dir poco raro se non unico!! Il fatto di questa "confusione" deve essere sicuramente messo in relazione con la morte della bambina avvenuta appena due giorni prima della nascita di LUIGI BENSO). Padrino Enrico Venarucci, fratello della madre nella Parrocchia di Santa Maria Maggiore (RB, pag. 34. n. 135). Il 26 gennaio 1919 nasce l'ultimo figlio di CESARE e Stella e cioè ANNA Teresa Maria, battezzata il 22 febbraio dal Canonico Don Luigi Meccoli, madrina Camilla di Alessandro Turrioni, moglie di Cesare Martini (RB, pag. 390, n. 14). Il nome dato alla nuova nata ricorda la nonna scomparsa qualche anno prima. Il 13 novembre 1909 era morta, infatti, all'età di 58 anni, Anna Fongo in IACOPI, moglie di MICHELE (RM, pag. 522, n. 27). Nel registro è trascritto erroneamente il nome del marito come MICHELE "CARLONI", anzichè IACOPI!. Ciò può essersi verificato per il fatto che il figlio CARLO era detto "Carlone" e che così, a causa della statura e complessione, veniva genericamente designata l'intera famiglia. Il 4 gennaio 1911 MICHELE IACOPI, vedovo di Anna, passa (a 59 anni) a nuove nozze con Maria Canonichetti vedova Pierluca, nata ad Assisi il 12 luglio 1857 (RM, anno 1911, pag. 80). Il libro dell'SA relativo al 1911 ci mostra che la nuova coppia, lasciata e probabilmente venduta la casa precedente di Via Montecavallo n.12, abita ora nella stessa via al numero civico 8. La casa era quella attuale al n. 7? e cioè all'angolo, dopo la casa del barbiere, dove la Via Montecavallo si biforca a forma di T. Delle abitazioni dei figli non esiste documentazione relativa a quest'anno. La data del 1911 ci dice, comunque, che già allora anche CARLO con certezza non abitava più nella casa di Via Montecavallo 12. Il 27 luglio 1919 muore all'età di circa 68 anni MICHELE di LUIGI IACOPI, detto il "Toscano". Era un uomo di enorme corporatura e statura e che possedeva una forza non comune. Di lui si narra che una volta, nell'attraversare il Tescio con il carro pieno di materiale, vi rimase impantanato. Visti vani gli sforzi del suo cavallo, riuscì a tirarlo fuori ugualmente sollevando con una spalla la ruota impantanata. Si trattava di una persona gioviale, generosa, loquace ed a volte impulsiva. La zia SERAFINA lo ricordava sempre allegro, con un sigaro in bocca, seduto la sera a "chiacchierare" davanti la porta di casa con i vicini, poco distante dall'abitazione dei nipoti. La morte sembra attribuibile ad infarto o a paralisi (RM 1860 - 1920, pag. 625, n. 22). Il libro dell'SA della Parrocchia di S. Rufino relativo all'anno 1923 ci fa luce, alle pagine 202 e 203, rispettivamente sulle abitazioni dei figli di MICHELE:  

 "Casa di CARLO di MICHELE IACOPI: in via dell'Anfiteatro n.2"

CARLO        Iacopi           anni 45     Capofamiglia;

GINA            Bernardini       "   44     moglie;

MARIA         Iacopi             "   21     figlia;

JOLANDA    Iacopi              "  18     figlia;

ORLANDO   Iacopi              "  10     figlio.

 

La casa di CARLO è la casa attuale di ORLANDO Iacopi con la sola differenza che l'ingresso attuale, anzichè sulla via dell’Anfiteatro, dà sulla Piazza Matteotti (Nuova). La casa risultava essere di proprietà.   

Casa di CESARE di MICHELE Iacopi : in Via del Comune Vecchio 6:

CESARE            Iacopi             anni    43   Capofamiglia;

STELLA             Venarucci          "      38   moglie;

FULVIO             Iacopi                "      16   figlio;

SERAFINA        Iacopi                "      14   figlia;

LUIGI BENSO   Iacopi                "        8   figlio;

ANNA                Iacopi                "        4   figlia.

La casa di CESARE è quella attuale della famiglia di LUIGI BENSO alla quale il nuovo catasto ha assegnato il numero civico 4/c. Questa casa si trova sull'antica strada IV^ (11) che andava da "Piazza Nuova alle Due Portelle (l'antica Porta Perlici oggi individuabile con i due archi sula Via Porta Portici davanti all'Albergo La Rocca)" e che oggi si chiama via del Comune Vecchio. La casa in precedenza, nel 1901 era abitata da un tal Bonifazi e nel 1911 da un tal Valecchi. CESARE Iacopi la acquistò in un anno imprecisato fra il 1911 e il 1918. Nonno CESARE effettuò molti lavori nella casa: trasformò il casalino che risulta da fotografie della fine del 1800 nell'attuale garage e terrazzo e provvide a recingere il cortile di proprietà con un cancello di ferro che fu fatto dal fabbro Berlenga.

Riguardo all'attività svolta c'è da ricordare che il nonno CESARE aveva al piano terra della casa una scuderia dove venivano ricoverati gli animali (cavalli e muli) impiegati per i trasporti e che nel periodo di maggior lavoro raggiunsero le 7 unità. C'è da sottolineare che con CESARE si ha un definitivo consolidamento della famiglia, che continuava ad operare nel campo dei trasporti e nel settore della Cava della pietra rosa da costruzione del Subasio, che si trovava sulla destra, poco oltre il Casone, sulla strada per il Ponte Grande. Nel corso degli anni '30 è certamente uno dei primi ad Assisi a possedere un autocarro ed i suoi figli saranno fra i pochi umbri a disporre, giovanissimi, di una licenza di guida. L'azienda dopo la seconda guerra mondiale si è diversificata con i suoi due figli FULVIO e LUIGI BENSO, il primo titolare di una azienda di trasporto di materiali con autocarri ed il secondo, titolare di una azienda di trasporto persone con taxi ed autobus, tuttora attiva. In particolare l’attività di trasporto di materiali di FULVIO si è interrotta con la sua prematura morte nel 1959, confluendo in quella della famiglia SENSI mentre suo figlio LUIGI ha intrapreso la carriera di funzionario presso la Regione Umbria. LUIGI BENSO, invece, deceduto nel febbraio 1997, dopo un breve periodo di lavoro in società con il fratello, diede iniziò ad attività lavorativa in proprio, con un vecchio taxi nel 1949 e nel 1955 acquisì con dei soci il primo autobus dell’azienda. Nel corso della sua lunga attività, si è reso particolarmente benemerito nel campo delle comunicazioni del comprensorio dell’area di Assisi, attivando per primo i collegamenti del Capoluogo con la frazione montana di Armenzano e con le frazioni di Sterpeto, La Rocca, S. Gregorio e Pianello. A LUIGI BENSO va anche ascritta l’istituzione del primo collegamento fra il capoluogo di Bastia Umbra con le frazioni di Costano e Ospedalicchio. Dei figli di LUIGI BENSO, CLAUDIO ha continuato l’attività paterna, attivando negli anni novanta una agenzia di viaggi, mentre MASSIMO ha seguito la vita militare, raggiungendo nel 1992 il grado di Generale di Artiglieria.

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